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domenica 20 marzo 2016

L’OMBRA DEGLI ETRUSCHI


Una interessante mostra che ci permette di approfondire la conoscenza del territorio in cui viviamo, il territorio a nord del fiume Arno, e di porre particolare attenzione su alcune espressioni delle sue antiche popolazioni.
Ma non solo questo. Attraverso i numerosi reperti archeologici recuperati in questi ultimi anni in tutta la zona e la sinergia che si è sviluppata tra i musei del territorio, possiamo entrate in contatto, per la prima volta, con la ricca raccolta di testimonianze della cultura sociale, religiosa e materiale dei nostri avi e approfondire la conoscenza del nostro passato, della nostra storia.
A Prato, nel Museo di Palazzo Pretorio, dal 19 marzo al 30 giugno 2016 è possibile vivere questa esperienza e riannodare i fili con il passato ammirando i numerosi reperti del territorio che permettono di scrivere la storia sempre più precisa e dettagliata.
Il soprintendente Andrea Pessina, della Soprintendenza archeologica della Toscana, scrive che “l’esposizione mette a fuoco alcuni aspetti peculiari di uno dei periodi più significativi della storia etrusca, l’età arcaica, che fu per questa parte dell’Etruria settentrionale interna momento assai vivace e produttivo. È questa l’epoca che vede la fondazione di Gonfienti sul Bisenzio, costruita come città coloniale in corrispondenza di uno snodo strategico sulla viabilità transappenninica, in direzione di Bologna e dei mercati dell’adriatico.
Ma questo è anche il periodo delle cosiddette “pietre fiesolane” stele e cippi funerari in arenaria –forse realizzati da veri e propri maestri- destinati a segnalare le tombe di personaggi di rango elevato, che punteggiavano vasti spazi di questa parte della Toscana, dal Montalbano al Mugello alla Val di Sieve alla piana di Firenze, Prato, Pistoia”.
La mostra si articola in due sezioni. La prima Figure di Bronzo è dedicata all’universo del sacro.

La seconda Figure di pietra alle “pietre fiesolane”, più di trenta reperti ricchi di suggestioni, molti mai esposti al pubblico.
Graziella Guidotti

Museo di Palazzo PretorioPiazza del Comune 59100 Prato
Info e prenotazioni: tel. +39 0574 19349961 da lunedì a venerdì, ore 9-18; sabato ore 9-14.


lunedì 5 ottobre 2015

RIVOLUZIONE DIGITALE: POSITIVA O NEGATIVA?

La rivoluzione digitale coinvolge ormai tutta la nostra attività e ogni aspetto della vita. Computer, tablet, cellulari, internet, social network, elettrodomestici programmati e programmabili sono a disposizione ed utilizzati da tutti. Al momento sembra tutto positivo, ma non sappiamo quale sarà il prezzo che ci presenterà in futuro tutto ciò che oggi consideriamo un progresso positivo.

Indubbiamente è seducente avere la possibilità di  costruire in Africa, in modo semplice  con una stampante 3D, un braccio e una mano su misura per chi l’ha persa in uno dei sanguinosi scontri che da decenni feriscono gran parte delle comunità, essere aiutatati nella guida da un “autista elettronico”, monitorare il nostro stato di salute con un chip incorporato nel vestito, avere robot che ci liberano dalle mansioni più faticose. Ma quale conseguenze presenteranno in futuro tutte queste nuove opportunità?

Variegati aspetti della rivoluzione digitale sono stati proposti a Firenze in questo ottobre 2015.

Dig.it4fashion ha organizzato un evento dal titolo “Digital and social media strategies for the fashion industry” conclusosi, dopo un giorno fitto di interessanti relazioni, con una stimolante tavola rotonda. L’evento ha illustrato le nuove opportunità di comunicazione e il loro impiego per finalità commerciali.

Nello stesso tempo la Fondazione Stensen con Stensen/Cultura ha proposto un ciclo d’incontri settimanali, fino al 30 gennaio 2016 con questi intenti, “Il percorso che proponiamo non traccerà solo l’origine e la storia delle nuove tecnologie digitali, ma cercherà soprattutto di valutare le implicazioni e le conseguenze antropologiche, sociali, politiche, economiche e religiose più rilevanti, alla ricerca di nuovi strumenti concettuali e paradigmi culturali. Una preziosa occasione, pertanto, per conoscere di più, interrogarci insieme e riflettere”.
Graziella Guidotti

domenica 4 ottobre 2015

ALFRED JARRY

Alfred Jarry artista, scrittore, intellettuale, poeta, drammaturgo, disegnatore, considerato il precursore di molti movimenti artistici ha vissuto nella Parigi di fine Ottocento (nasce a Laval nel 1873) in un'epoca di rottura con il passato e di grandi cambiamenti.

La sua opera Ubu Roi è considerata precorritrice del surrealismo e del teatro dell'assurdo. Andata in scena a Parigi nel 1896 rompe con le convenzioni sceniche tradizionali utilizzando un linguaggio non comune, volgarità palesi e scenografie surreali che comportarono forti critiche all’opera e all'autore. Tutto questo non ne impedì un enorme successo.
Il personaggio, Padre Ubu, ufficiale di fiducia di re Venceslao di Polonia, figura spregiudicata, uccide il Re e tutto il suo seguito impossessandosi del trono.
In seguito Padre Ubu teme la reazione del figlio di Venceslao, il principe Bugrelao, che imprudentemente non ha ucciso, il quale medita di riconquistare il trono che gli spetta.
Simbolo degli aspetti più assurdi e grotteschi del potere suscita una seria riflessione sulla società contemporanea, riflessione che rimane tuttora attuale. Infatti Dario Fo nel 2003 mette in scena un suo spettacolo chiamato La storia di Ubu Roi dove Padre Ubu è un chiaro riferimento al presidente del consiglio di allora, ma i riferimenti e le allusioni rimangono validi nel tempo.

Autore anche dell’opera Faustroll inventa il termine patafisica, «scienza delle soluzioni immaginarie», che si propone di analizzare le leggi alla base delle eccezioni (quindi, praticamente, di tutto) e di spiegare l’universo supplementare al nostro. Il suo personaggio, il dottor Faustroll, è «negromante moderno, mescolanza di uomo e di marionetta, di trasposizione mitica e di caricatura».

Jarry, con l’ironia che gli appartiene, annulla ogni separazione tra il serio e il comico e tutta la sua produzione  rimane tragica e burlesca allo stesso tempo.
“Il suo anticonformismo irriverente, espressione di un rifiuto delle norme e dei limiti che regolavano i canoni della vita borghese, ne ha caratterizzato non solo l’opera ma anche la vita.”
Muore giovanissimo, all’età di 34 anni, nel 1907 anno della realizzazione del quadro Les Demoiselles d'Avignon di Pablo Picasso.
Patrizia Casini