lunedì 9 febbraio 2026

ASTRA CODEX - Una mostra di arte tessile di Daniele Davitti

ASTRA CODEX Una mostra di arte tessile di DANIELE DAVITTI

Istituto de’ Bardi

Firenze, 25 gennaio – 14 giugno 2026

Da sempre impegnato nella tutela e nella promozione dell’artigianato artistico fiorentino, l’Istituto de’ Bardi prosegue il proprio percorso dedicato alle eccellenze del “saper fare” ospitando Astra Codex, una mostra di arte tessile di Daniele Davitti, che unisce maestria tecnica, immaginazione e memoria storica. L’esposizione, a cura di Lavinia Pini, si terrà dal 25 gennaio al 14 giugno 2026 nella storica sede dell’Istituto, a Palazzo Capponi in via de’ Michelozzi 2 a Firenze, ed avrà il patrocinio della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte. 

Astra Codex si presenta come un affascinante compendio astrologico: dodici pannelli dedicati ai segni zodiacali, che non vengono rappresentati esclusivamente attraverso i loro simboli tradizionali, ma reinterpretati a partire da opere d’arte e dettagli architettonici presenti a Firenze, e così trasformati in figure antropomorfe di straordinaria forza visiva. Ciascun pannello è interamente ricamato a mano con fili bianchi e dorati su tessuti d’epoca tinti in rosa antico dalle artigiane Valentina e Laura Fiorini del laboratorio Ratafià. Perle di fiume, micro perle di vetro e cristalli esaltano la ricchezza dei dettagli. Davitti combina i punti caratteristici del suo stile – punto pieno, raso, cordoncino, nodi francesi – in composizioni minuziose che trasformano il tessuto in un vero medium narrativo e sensoriale. 

Oltre ai dodici pannelli, il percorso espositivo dedica una sala al processo creativo: una selezione di disegni preparatori di Davitti permette di seguire l’evoluzione delle figure dall’idea al ricamo, mentre un video del making-of diretto da Lapo Quagli documenta il lavoro dell’artista e le tecniche impiegate nella realizzazione delle opere. 

La serie nasce dall’interesse dell’artista per la tradizione astrologica e dal legame profondo tra Firenze e gli studi celesti: una storia secolare che unisce sapere, immagini e committenze illuminate. I dodici segni trovano corrispondenze in chiese, palazzi, ponti, musei e giardini della città. Dalla meridiana solstiziale di San Miniato al Monte alla fontana del Nettuno dell’Ammannati; dalle volte affrescate ai gruppi scultorei, fino alle logge rinascimentali: Daniele Davitti rilegge e attualizza simboli storici, integrandoli nelle sue opere tessili contemporanee. Ogni pannello diventa così una piccola “summa” astrologica, nodo di simboli antichi e forme nuove, e al tempo stesso un omaggio a un luogo preciso della mappa fiorentina. Al termine dell'esposizione le dodici opere verranno montate assieme in un paravento, assumendo l'aspetto di un grande codice, i cui fili uniscono in un solo colpo d'occhio l'intera volta celeste. 

L’esposizione si inserisce pienamente nella missione dell’Istituto de’ Bardi: valorizzare il patrimonio artigianale e artistico, offrire formazione e visibilità agli operatori locali e promuovere progetti culturali capaci di creare un dialogo tra passato e presente, tradizione e innovazione. I visitatori potranno così scoprire come Firenze sia stata, e continui a essere, un laboratorio creativo dove storia, arte e artigianato si incontrano.

Durante tutta la durata della mostra, l’associazione culturale Città Nascosta, che promuove da oltre trent’anni la conoscenza del patrimonio artistico e storico di Firenze, propone una serie di visite guidate ispirate ai segni zodiacali reinterpretati da Daniele Davitti, trasformando i simboli dell’artista in percorsi urbani alla scoperta di luoghi, opere e curiosità della città, in un originale dialogo tra arte, storia e paesaggio urbano.

Prende avvio, questo ciclo, con due appuntamenti di grande rilievo a cura della storica dell’arte Elena Capretti, dedicati ad alcuni dei luoghi simbolo della storia artistica e culturale fiorentina.

Il primo incontro è in programma sabato 14 febbraio presso il Museo Nazionale del Bargello, con un itinerario focalizzato sul nuovo allestimento del Salone di Donatello, definito il “tempio della scultura italiana del Quattrocento”. Il percorso consentirà di approfondire opere capitali del Rinascimento, tra cui il celebre Marzocco, fonte di ispirazione per il Leone di Davitti (ritrovo alle ore 16.00, via del Proconsolo 4).

Il secondo appuntamento, che si terrà sabato 14 marzo nella Basilica di San Lorenzo, sarà l’occasione di indagare gli stretti legami tra la famiglia Medici e la chiesa sulla quale essa aveva istituito il proprio patronato. La visita si snoderà dalla Sagrestia Vecchia, con la sua straordinaria Volta Celeste, fino alla Tribuna delle Reliquie di Michelangelo, eccezionalmente aperta in esclusiva per l’occasione, offrendo un punto di vista inedito sul complesso monumentale (ritrovo alle ore 10.30 in piazza San Lorenzo, davanti alla basilica).

La partecipazione alle visite prevede un contributo di 18 euro, al quale va aggiunto il biglietto di ingresso ai luoghi visitati (15 euro in entrambi i casi, comprensivi rispettivamente di prevendita per il Bargello e apertura esclusiva della Tribuna per San Lorenzo). La prenotazione e il versamento della quota sono richiesti rispettivamente entro giovedì 5 febbraio per il primo appuntamento e venerdì 6 marzo per il secondo.

Accanto alle visite, l’Istituto de’ Bardi propone una serie di incontri tematici, tutti alle ore 18.00, che approfondiscono i nuclei concettuali di Astra Codex, intrecciando storia dell’arte, arti decorative e cultura del tessile. 

Il calendario si apre il 12 febbraio con Sotto il segno del Tempo. Iconografie del ciclo dell’anno e dello zodiaco nell’arte europea tra Medioevo e Rinascimento, a cura di Sara Paci Piccolo, esperta di moda e costume, che affronta il tema attraverso pittura, scultura e ricamo.

Il 19 febbraio segue la conferenza di Adriana Armanni, presidente della Corporazione delle Arti, William Morris e la sua influenza sulle Arti di Filo, dedicata a uno dei principali protagonisti dell’Arts and Crafts tra XIX e XX secolo. 

Il 4 marzo è previsto un incontro con Daniele Davitti e con le artigiane Valentina e Laura Fiorini del laboratorio Ratafià, un dialogo diretto sul processo creativo e sul rapporto tra progetto artistico e pratica artigianale. 

Il 12 marzo Sara Paci Piccolo torna con Sotto il segno della Bellezza. Iconografia dello zodiaco cinese tra pietra, pittura e seta, dal XII al XIX secolo, ampliando lo sguardo a tradizioni iconografiche extraeuropee. 

Il 17 marzo è in programma la conferenza di Valeria Angeli, appassionata di astrologia, Il dialogo tra l’uomo e lo spazio. La nascita del linguaggio astrologico ed il bisogno dell’uomo di esprimere sentimenti, emozioni, fantasie e immagini attraverso i simboli planetari, dedicata alle origini del linguaggio astrologico come sistema simbolico e strumento di relazione tra l’uomo e il cosmo. 

Il 26 marzo segue un secondo incontro con Adriana Armanni, intitolato Le donne del ricamo tra ’800 e ’900. Storia di un mestiere importante e misconosciuto, dedicato al ruolo femminile nella storia delle arti di filo. 

Il ciclo si conclude il 10 aprile con la presentazione del libro di Beatrice Balducci, Il punto Tavarnelle. O il lavoro sul foglio. Storia, memoria e tecnica (Leonardo Libri), introdotta da Maria Pilar Lebole, giornalista e responsabile del progetto Osservatorio dei Mestieri d’Arte presso Fondazione CR Firenze. 

La mostra Astra Codex si può visitare gratuitamente durante tutte le attività dell’Istituto oppure su prenotazione, scrivendo all’indirizzo segreteria@istitutodebardi.org. Anche per partecipare agli eventi collaterali, data la disponibilità limitata di posti, è necessaria la prenotazione. 

Daniele Davitti è nato a Firenze nel 1986. Diplomato in Fashion Design presso il Polimoda, ha completato gli studi al Bunka Fashion College di Osaka, dove ha approfondito un approccio estetico improntato alla semplicità e al rispetto dei materiali. Tra mostre personali e collettive in Italia e all’estero — tra cui Immaculate Decay a New York e la retrospettiva Mortalia Cura in Italia — ha attraversato pittura, disegno e collage. Dal 2019 si dedica esclusivamente all’arte tessile e al ricamo. Nel 2024 è stato selezionato per esporre alla Contextile Biennale di Guimaraes, in Portogallo, ed è inserito nella Homo Faber Guide come artista ricamatore.



giovedì 13 novembre 2025

GIANLUCA SGHERRI
19 novembre – 21 gennaio 2026
a cura di Anna Maria Amonaci
organizzata da Stefano Di Puccio
inaugurazione mercoledì 19 novembre, ore 19.00
Trattoria 4 Leoni Piazza della Passera, Firenze

Mercoledì 19 novembre, alle 19.00, si inaugura la mostra di Gianluca Sgherri, penultimo appuntamento della rassegna Fotografia – Tracce Fiorentine, presso la Trattoria 4 Leoni di Firenze. Il progetto, a cura della storica dell’arte Anna Maria Amonaci, è organizzato e promosso da Stefano Di Puccio, instancabile promotore culturale dell’Oltrarno nonché titolare della trattoria.

L’esposizione di Sgherri si inserisce nel ciclo dedicato a sei fotografi legati a Firenze per nascita o formazione: Franco Cammarata, Lorenzo Bojola, Massimo D’Amato, Lapo Pecchioli, Gianluca Sgherri e Mario Strippini. Un progetto che esplora il rapporto fra sguardo e territorio, secondo l’idea della curatrice Anna Maria Amonaci: le “tracce” che un luogo imprime nella sensibilità dell’artista, in continuità con l’idea vasariana secondo cui le differenze tra le scuole pittoriche italiane derivano dalla forma e dalla luce dei territori stessi.

Con questa quinta mostra, tuttavia, la rassegna introduce una prospettiva inedita: quella di un pittore che da sempre guarda alla fotografia come a un linguaggio parallelo e complementare alla propria ricerca visiva. La sua presenza amplia la riflessione sul ruolo della luce e del paesaggio, spostandola sul confine tra pittura e immagine fotografica, dove geometria, disegno e contemplazione diventano strumenti di una stessa visione.

Gianluca Sgherri è nato a Fucecchio (Firenze) nel 1962. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Firenze, esordisce nel 1990 alla Galleria Marsilio Margiacchi di Arezzo. Dal 1995 vive un periodo intenso a Milano, dove collabora stabilmente con lo Studio d’Arte Cannaviello, presentando numerose personali, tra il 1994 e il 2012, e partecipando a importanti collettive con artisti come Marco Cingolani, Daniele Galliano e Pierluigi Pusole. Espone inoltre presso la Galleria In Arco di Torino, L’Attico di Fabio Sargentini a Roma e la Galleria No Code di Lucio Dalla a Bologna. Tra le principali rassegne cui ha preso parte figurano: Ultime Generazioni (XII Quadriennale d’Arte di Roma),

Arte italiana. Ultimi quarant’anni. Pittura iconica (GAM Bologna), Prima linea. La nuova arte italiana (Trevi Flash Art Museum) e Arte Italiana 1968_2007. Pittura (Palazzo Reale, Milano).

Parallelamente alla pittura, Sgherri ha sviluppato un linguaggio fotografico fondato su rigore formale, equilibrio e luce. Nelle sue immagini il paesaggio diventa spazio mentale: geometrie essenziali e linee prospettiche evocano la tradizione toscana del disegno, trasformando la realtà in una composizione sospesa tra ordine e introspezione. È una fotografia che nasce da un pensiero pittorico, dove ogni scatto è una meditazione sul rapporto tra misura ed emozione, tra il piccolo dettaglio quotidiano e l’immensità dello spazio.

Ai 4 Leoni, Sgherri presenta una selezione di opere recenti che - come nel progetto Universo, realizzato per la Project Room del MudaC di Carrara - segna un ritorno alla fotografia come linguaggio di riflessione e sintesi, dopo un percorso prevalentemente pittorico. Le sue visioni, essenziali e silenziose, riflettono la costante tensione a contenere il caos attraverso la forma, restituendo un senso di armonia e contemplazione che è cifra distintiva della sua poetica. La fotografia di Sgherri è estensione del suo interesse per il disegno e la struttura geometrica, elementi che affondano le radici nella tradizione fiorentina e nella fotografia toscana dal carattere lineare e armonico.

“Non è per caso - sottolinea Anna Maria Amonaci - che tra gli artisti del passato Gianluca Sgherri citi Paolo Uccello e Piero della Francesca, il primo per la precisione prospettica dei suoi scenari geometrici, il secondo per la nitidezza e la semplicità dei colori, giustapposti tra loro in modo, direi, densamente plastica. Tra i contemporanei guarda, invece, a Lorenzo Bonechi e Salvo, entrambi attivi alla fine degli anni Ottanta, essenziali, tersi nel disegno, lontani da una pittura magmatica.”

L’ultimo capitolo di questa rassegna sarà con la mostra di Mario Strippini, da gennaio, data da definire, al 15 marzo 2026.

Fotografia – Tracce Fiorentine nasce da un’idea di Anna Maria Amonaci e dalla collaborazione con Stefano Di Puccio, che dal 1995 gestisce la storica Trattoria 4 Leoni, punto di riferimento nel cuore dell’Oltrarno fiorentino non solo gastronomico. Negli anni Di Puccio ha contribuito con passione alla valorizzazione del quartiere, promuovendo numerose iniziative artistiche come Settembre in Piazza della Passera (2002–2019) e mostre, tra cui quella del fotografo Carlo Fei. La collaborazione tra Amonaci e Di Puccio risale al 2005 con l’esposizione dello scultore Filippo Dobrilla e, successivamente, di Gianluca Maver, con grandi fotografie esposte negli spazi esterni della trattoria.

Informazioni TRATTORIA 4 Leoni Tel. 055 218562 | info@4leoni.com

Ufficio stampa Davis & Co. | Lea Codognato e Caterina Briganti Tel. +39 055 2347273 | info@davisandco.it | www.davisandco.it

mercoledì 12 marzo 2025

HENRI MATISSE ARRIVA ALLA CATTEDRALE DELL’IMMAGINE DI FIRENZE


Da sabato 15 marzo 2025 al 2 giugno la Cattedrale dell’Immagine di Firenze ospiterà una nuova mostra immersiva dedicata al maestro del Fauvismo: Henri Matisse.

Inside Matisse – Immersive Exhibition è la prima mostra immersiva al mondo dedicata al poliedrico e colorato pittore francese e debutterà per la prima volta in esclusiva alla Cattedrale dell’Immagine di Firenze.

L’inaugurazione della mostra, la seconda delle quattro produzioni che si alterneranno quest’anno all’interno della ex Chiesa di Santo Stefano al Ponte, porterà con sé tante novità tecnologiche, dal rinnovamento dell’impianto di proiezione all’introduzione di una nuovissima esperienza basata sull’intelligenza artificiale.

Inside Matisse - Immersive Exhibition si addentra nella vita di un artista straordinario, svelando agli occhi degli spettatori l’arte rivoluzionaria e sorprendente del pittore e scultore francese, permettendogli di stabilire un contatto quasi personale con la forma e il colore, i veri protagonisti di questa produzione digitale.

Henri Matisse fu uno dei più prolifici artisti del XX secolo, noto per essere uno dei capostipiti del movimento fauvista. Dopo aver sconvolto la società benpensante del tempo, continuò dedicarsi alla sperimentazione artistica e alla ricerca della forma d’arte perfetta, concentrandosi sull’uso del colore e della linea. Negli ultimi anni della sua vita, ormai costretto a lavorare dalla sedia a rotelle, Matisse ideò un metodo per dipingere totalmente personale e coloratissimo, i cut-out, raggiungendo quell’ideale di perfezione della forma e del colore che aveva ricercato tutta la vita. Con Inside Matisse sarà possibile ammirare questa evoluzione incredibile dall’interno, immergendosi nel cuore di un artista iconico.

Inside Matisse accoglierà ogni giorno i suoi visitatori nel cuore di quello che ormai è un punto di riferimento per gli amanti dell’arte digitale: uno spazio multimediale a 360° che per 35 minuti sarà inondato di immagini, luci, colori e musica, avvolgendo letteralmente il pubblico nei variopinti dipinti di Henri Matisse. Un punto di incontro fra arte, storia e tecnologia, un’esperienza emozionale che colpirà al cuore i visitatori.

Accanto all’esperienza multisensoriale della Sala Immersiva, la Cattedrale lancia una nuova collaborazione con Stride, una giovanissima azienda fiorentina di sviluppo software che ha ideato SketchArt, un’esperienza che utilizza l’intelligenza artificiale per trasformare un semplice schizzo in un'opera d'arte ispirata allo stile di Matisse. Alla fine dell’esperienza sarà possibile portarsi un pezzetto di mostra a casa, sia in versione digitale che fisica: un ricordo tangibile ed emozionante di un viaggio artistico fatto su misura per i visitatori.

In occasione dell’inaugurazione della mostra Crossmedia Group e la Cattedrale dell’Immagine sono felici di annunciare il rinnovo completo dei proiettori utilizzati all’interno della grande sala immersiva. Un rinnovamento che permetterà ai visitatori di apprezzare ancora di più le immagini ad alta risoluzione proiettate sulle pareti di una location unica nel suo genere, rendendo l’esperienza immersiva ancora più coinvolgente.

Continua la collaborazione di Crossmedia Group e la Cattedrale dell’Immagine con Opera Laboratori, che cura il servizio di accoglienza, e con la Casa editrice Sillabe di Livorno, impegnata nella gestione del bookshop.

I biglietti della mostra sono acquistabili presso la biglietteria fisica della Cattedrale dell’Immagine e sul sito di Vivaticket 

lunedì 24 febbraio 2025

GRAN BALLO DI CARNEVALE ALLA REGGIA DI CASERTA

EVENTO APERTO AL PUBBLICO MUSEALE
sabato 1° marzo ore 16 al Vestibolo superiore 


Sabato 1° marzo, con inizio alle ore 16, alla Reggia di Caserta ci sarà il Gran Ballo di Carnevale.

Valorizzando la tradizione della corte borbonica di festeggiare questa ricorrenza, il Museo del Ministero della Cultura organizza per il primo giorno di marzo un pomeriggio carnevalesco.

L’Associazione Culturale Società di Danza Napoli e Caserta ripropone il Gran Ballo di Carnevale, ispirandosi agli intrattenimenti organizzati alla Corte dei Borbone per l'occasione. I danzatori in abiti d’epoca ottocenteschi animeranno il Vestibolo superiore della Reggia di Caserta con musiche d’epoca come il primo valzer spagnolo di Eduard Strauss, la contraddanza Cinderella, i valzer Waltz Country Dance e Flammen e La Marcia della Pace, la contraddanza Sinfonia, la marcia Saracena op. 297, la quadriglia Lancieri e il Galop finale overture Guglielmo Tell su musica di Michael Halasz. 

Il Carnevale era occasione di grande allegria alla Reggia di Caserta. All'interno del Palazzo reale avevano luogo feste e balli in maschera, all'esterno e in tutta la città giochi e parate, come il Torneo Cavalleresco che Salvatore Fergola ha immortalato in suo dipinto esposto negli Appartamenti Reali. Un periodo dell'anno ritenuto così speciale dai regnanti che furono scelti proprio i giorni di Carnevale per l'inaugurazione del Teatro di Corte nel 1769 in occasione della visita della nuova regina Maria Carolina sposa di Ferdinando IV. 

Il Gran Ballo di Carnevale alla Reggia di Caserta si terrà, il 1° marzo, al Vestibolo superiore a partire dalle 16. La partecipazione all'iniziativa è inclusa nel costo ordinario del biglietto/abbonamento al Museo. Dalle ore 17, il titolo di accesso al Sito riconosciuto Patrimonio Unesco ha un costo di cinque euro. 

L'iniziativa rientra tra le attività selezionate dal Comitato Scientifico del Museo nell'ambito del Bando di Valorizzazione Partecipata.

venerdì 21 febbraio 2025

L’Istituto de’ Bardi sta a Testo


Un incontro con l’antropologo Tim Ingold in un fine settimana di laboratori sulla cultura del fare
Stazione Leopolda e Istituto de’ Bardi
28 febbraio – 2 marzo 2025


L’Istituto de’ Bardi di Firenze, da sempre impegnato nella valorizzazione dei saperi artigianali, avvia quest’anno una collaborazione con Testo
[Come si diventa un libro], la fiera dell’editoria che si tiene alla Stazione Leopolda dal 28 febbraio al 2 marzo 2025.Nel quadro di questa collaborazione, l’Istituto un incontro con Tim Ingold, uno dei più autorevoli antropologi contemporanei, noto per i suoi studi sulla cultura materiale e sulla relazione tra uomo e ambiente. Il suo lavoro apre nuove prospettive sul concetto di “fare” come forma di conoscenza, un tema centrale nell’antropologia della tecnica e nei processi di trasmissione del sapere artigianale. L’incontro, dal titolo Dire con le mani. Costruire il futuro tra generazioni e tradizione, si tiene sabato 1 marzo alle ore 16:00 nella Sala Ginzburg della Stazione Leopolda e vede Ingold dialogare con Andrea Staid, antropologo e docente all’Università di Genova, introdotti da Livia Frescobaldi, presidente dell’Istituto de’ Bardi.

Attorno a questo appuntamento, l’Istituto propone un intero fine settimana di incontri e laboratori che mettono al centro il valore della tecnica, dell’esperienza e della trasmissione del sapere; un’occasione per mettere in pratica il concetto di Ingold di “imparare ad imparare”.

Si parte venerdì 28 febbraio, dalle 10:00 alle 13:00, con l’apertura straordinaria del laboratorio di restauro della carta dell’Istituto per l’Arte e per il Restauro di Palazzo Spinelli. Ospitato in Palazzo Capponi, sede dell’Istituto de’ Bardi, la visita al laboratorio permette di osservare da vicino il lavoro su libri, disegni, stampe e pergamene. La relazione tra materia, gesto e memoria è fondamentale nel restauro, dove ogni intervento è un dialogo con il passato attraverso le tracce lasciate dal tempo. L’incontro offre l’occasione per scoprire come la manualità e il sapere artigianale restituiscano nuova vita agli oggetti, in un processo che prosegue il ciclo della conoscenza attraverso il fare.

 

Sabato 1 marzo, dalle 10:00 alle 13:00, si tiene il laboratorio Fare la festa. Tecniche, pratiche e politiche (a partire da un testo), ispirato al volume Al tempo delle feste. Etnografia del festivo in Toscana di Fabio Mugnaini. L’incontro esplora il ruolo della festa come momento di costruzione culturale e identitaria attraverso immagini, suoni ed esperienze, con la partecipazione degli antropologi Francesco Zanotelli (Università di Firenze), Fabio Mugnaini (Università di Siena) e Dario Nardini (Università di Padova). Le feste, nelle loro molteplici forme, sono momenti di costruzione collettiva che intrecciano pratiche, saperi e significati. L’incontro ne analizza il valore come esperienza vissuta, unendo prospettive antropologiche e pratiche sensoriali, in un’indagine che, al pensiero di Ingold sulla trasmissione culturale e la costruzione della realtà attraverso l’azione, affianca – e aggiunge – l’attenzione alla relazione dialettica tra le feste e le politiche dell’identità e del patrimonio culturale.

L’evento è patrocinato dal Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arti e Spettacolo (SAGAS) dell’Università di Firenze. 

Sempre sabato 1 marzo, dalle 15:00 alle 18:00, Giotto Scaramelli e i maestri del Podere Beccacivetta guidano un laboratorio di cesteria, un’arte antica che Tim Ingold approfondisce nel suo saggio Ecologia della cultura, sottolineandone il valore cognitivo e formativo. Attraverso il contatto diretto con i materiali e il gesto dell’intreccio, i partecipanti sperimentano la relazione tra tecnica e pensiero in un processo di apprendimento, manuale e sensoriale, che valorizza il metodo col quale è stato realizzato, più che il prodotto finale.

L’ultima giornata di incontri, domenica 2 marzo, è dedicata alla valorizzazione delle foglie di Posidonia oceanica spiaggiata, una pianta marina protetta, fonte di ossigeno e di sequestro di CO2, che da scarto naturale può diventare materia prima per la produzione di carta per packaging di alta gamma e disegno artistico. L’evento, che si tiene dalle 15:00 alle 18:00, vede la partecipazione dell’ingegnere Camillo Palermo, del biologo marino Giovanni Raimondi e del professor Francesco Cinelli, con una dimostrazione dal vivo della realizzazione della carta Posidonia a cura della maestra cartaia fiorentina Lea Bilanci. Dare nuova vita a un materiale naturale, trasformandolo in una risorsa, è un processo che unisce sensibilità ecologica e competenze artigianali. Proprio come Ingold riflette sull’importanza dell’apprendimento attraverso il contatto diretto con la materia, questo incontro mostra come la Posidonia spiaggiata possa diventare carta pregiata, in un processo che esalta la relazione tra ambiente, sapere e tecnica.

Per partecipare a Testo, è possibile acquistare il biglietto sul sito testo.pittimmagine.com oppure direttamente all’ingresso della manifestazione. La prenotazione per l’incontro con Ingold è riservata ai visitatori muniti di biglietto di ingresso per la fiera.

Tutti gli incontri nella sede dell’Istituto de’ Bardi, invece, sono gratuiti, ad eccezione del laboratorio di cesteria, per il quale è richiesta una quota di partecipazione (35 euro a persona). La prenotazione è obbligatoria per tutti gli eventi e può essere effettuata scrivendo a segreteria@istitutodebardi.org o chiamando il 338 8357799.


Informazioni
Istituto de’ Bardi
Palazzo Capponi, via de’ Michelozzi 2, Firenze
segreteria@istitutodebardi.org | www.istitutodebardi.org

lunedì 27 gennaio 2025

Istituto de' Bardi, Firenze - BOTTEGHE FIORENTINE di Guido Cozzi

Un viaggio alla scoperta delle storiche botteghe fiorentine.

Il fotografo Guido Cozzi inaugura le sale espositive dell'Istituto de' Bardi a Firenze con la mostra BOTTEGHE FIORENTINE aperta dal 25 gennaio al 31 maggio 2025.

Un reportage documentaristico sul patrimonio artigianale, cuore pulsante della cultura fiorentina.

Restauratori, decoratori, bronzisti, fabbri, falegnami, doratori, orafi, rilegatori e molti altri. Mestieri che un tempo costituivano il tessuto economico e sociale dei quartieri cittadini e che oggi, nonostante le difficoltà, continuano a mantenere vivo un sapere antico.

Una serie di immagini dove al centro troviamo la bottega, luogo stratificato di sapere e di storia; di oggetti e strumenti di lavoro, di pavimenti consumati e pareti scrostate dove viene mostrata l'autenticità di un mestiere.

l’Istituto de’ Bardi, sede dell’esposizione, nel Palazzo Capponi, in via de’ Michelozzi, rappresenta una realtà che da quasi due secoli si dedica alla valorizzazione dell’artigianato artistico.

Infatti riprende gli ideali del suo fondatore, Girolamo de’ Bardi, uomo di cultura e visione, convinto che il sapere dovesse essere innanzi tutto “utile”. Agli inizi dell’Ottocento, l’erede della nobile famiglia, stabilì per la sua Fondazione l’obiettivo di valorizzare l’artigianato locale e offrire agli artigiani meno abbienti la possibilità di formarsi gratuitamente. E ancora oggi l’Istituto cerca di rendere attuale il suo messaggio attraverso una rinnovata proposta: brevi corsi di formazione artigianale e laboratori di artigianato artistico, non professionalizzanti, ma svolti da artisti e artigiani che costituiscono eccellenze del territorio toscano e non solo, oppure da operatori che, pur possedendo un’arte preziosa e che va perdendosi, non sono in grado, per le difficoltà del settore, di promuovere se stessi ed i loro prodotti.


La mostra inaugura anche le nuove sale rinnovate dell’Istituto, disponibili su richiesta per progetti in linea con la sua missione, per rafforzare il dialogo con la città, invitando un pubblico sempre più ampio a scoprire le tante attività a favore di queste antiche tradizioni.

Nel periodo della mostra poi, oltre alle sue consuete attività, l’Istituto propone una serie di appuntamenti tematici. 

Il 30 gennaio alle ore 18.00, si tiene la conferenza-spettacolo Shakespeare, il teatro come “artigianato”. Un mestiere che si impara “a bottega”, a cura del regista e attore Alessandro Calonaci, che illustra il parallelismo tra il lavoro artigianale e la creazione teatrale.

Il 7 febbraio alle ore 15.30, il professor Giovanni Cipriani tiene la conferenza Ottone Rosai, un artigiano, figlio di artigiani dell’Oltrarno fiorentino, approfondendo la figura di uno dei protagonisti della pittura italiana del Novecento.

Il 22 febbraio, Guido Cozzi conduce l’incontro Fotografare l’artigianato, un’opportunità per imparare a valorizzare il proprio lavoro artigianale attraverso la fotografia.

Due, infine, gli appuntamenti di marzo:

il 7 alle 16.00 la restauratrice Laura Grossi dello Studio Santo Spirito interviene sul tema La poesia del restauro nell’ex quartiere artigiano

il 28 alle 17.30 il giornalista Stefano Tesi tiene la conferenza Raccontare l’artigianato tra cronaca e reportage.

La mostra Botteghe Fiorentine si può visitare gratuitamente durante tutte le attività dell’Istituto oppure su prenotazione, scrivendo all’indirizzo segreteria@istitutodebardi.org. Anche per partecipare agli eventi collaterali, data la disponibilità limitata di posti, è necessaria la prenotazione.

Informazioni:

Istituto de’ Bardi

Palazzo Capponi, via de’ Michelozzi 2, Firenze segreteria@istitutodebardi.org | www.istitutodebardi.org

 

 

Guido Cozzi, fiorentino, è specializzato in reportage geografici, turistici ed etnografici. All’Istituto presenta venti immagini di altrettante botteghe, descritte con un taglio documentaristico. Gli spazi sono inquadrati frontalmente, senza la presenza umana, per mettere al centro la dimensione materiale degli oggetti. I suoi scatti raccontano un “tempo sospeso”, offrendo al visitatore uno spunto per riflettere non solo sulle condizioni attuali degli artigiani, in una società sempre più orientata al consumo di massa, ma anche sui profondi cambiamenti che la scomparsa di queste realtà porterebbe alla città di Firenze. Alle immagini si aggiunge un video, sempre realizzato da Guido Cozzi, che vuole essere un inno alla bellezza di Firenze, città fatta a mano, grazie alla straordinaria collaborazione tra architetti, ingegneri, artisti e naturalmente artigiani. Lungo il percorso saranno esposti oggetti antichi, risalenti al periodo ottocentesco e novecentesco, legati alla lavorazione del legno, realizzati dall’artigiano che li utilizzava a suo tempo, come si usava nel passato; trattasi di morsetti, incorsatoi, graffietti, pialle di varie misure, un ceppo a banco, un’ascia ricurva, un pastrengo, ed altri strumenti appartenenti alla collezione privata, messa insieme nel corso di varie generazioni, del restauratore Giuseppe Margheri, che da più di quarant’anni con dedizione e passione, nel suo atelier di Borgo San Lorenzo, in Mugello, si occupa di restauro e vendita di antichità, soprattutto mobili.

mercoledì 1 maggio 2024

PRERAFFAELLITI Rinascimento moderno


Dal 24 Febbraio al 30 Giugno 2024 Museo Civico San Domenico Forlì

Foto Riccardo Bonucci e Elisabetta Morganti