mercoledì 20 giugno 2018

Aperta a Firenze GalLibreria Centro Di


Apre GalLibreria un nuovo spazio espositivo nella sede rinnovata della famosa casa editrice fiorentina Centro Di fondata nel 1968 da Alessandra e Ferruccio Marchi.
La casa editrice ha un archivio ricco, eredità della storica libreria di piazza de’ Mozzi chiusa alla fine degli anni Novanta: oltre 25.000 titoli tra volumi d’arte, architettura, arti decorative, archeologia, cataloghi di mostre e libri d'artista pubblicati in tutto il mondo fra gli anni Sessanta e Ottanta.

Da oggi la GalLibreria, sotto la guida di Ginevra Marchi, proporrà, insieme alla vendita delle edizioni Centro Di, una serie di mostre tematiche sui libri e con i libri.

Sono in programma sei esposizioni l’anno da temi molto specifici a quelli più ampi prendendo spunto dall'archivio storico, a cui si aggiungeranno opere di collezionisti privati e nuove edizioni nazionali e internazionali.

La prima mostra dal 20 giugno - 20 luglio 2018 si intitola Centro Di & Guests: Zona Archives. Libri d’artista - Artists’ books 1960>2018gg.
Le opere esposte mostreranno le modalità con cui gli artisti, dagli anni Sessanta al Duemila, hanno scelto il libro come mezzo di espressione, utilizzandone forma e struttura e trasformando l’oggetto in lavoro artistico e opera d’arte.
Il tema del libro d’artista è presentato in circa 200 titoli e autori tra cui Stefano Arienti, James Lee Byars, Giuseppe Chiari, Hans-Peter Feldmamn, Gilbert & George, Ketty La Rocca, Sol LeWitt, Jonathan Monk, Maurizio Nannucci, Olaf Nicolai, Yoko Ono, Giulio Paolini, Dieter Roth, Ed Ruscha, Rirkrit Tiravanija, Andy Warhol, Lawrence Weiner, solo per citarne alcuni. Il libro d’artista, argomento affascinante e per certi aspetti controverso lungi dall'esaurirsi con una singola mostra e in un’unica proposta di vedute, sarà oggetto di altre esposizioni che si avvicenderanno con variazioni sul tema.


Tra le prossime mostre sono previste, ad ottobre, un’esposizione dedicata al rapporto fra il collezionista e l’artista, in questo caso fra la famiglia Zattoni e il noto esponente francese di Fluxus Ben Vautier e, a dicembre, una mostra che avrà come tema l’ornamento.

I libri selezionati per le esposizioni saranno in vendita nella GalLibreria in occasione delle inaugurazioni delle mostre e per tutta la loro durata. Da settembre saranno acquistabili anche online sul sito www.centrodi.it
La mostra sarà aperta sino al 20 luglio (da lunedì al venerdì dalle 11 alle 18, il sabato su appuntamento).

venerdì 15 giugno 2018

“ARCHEOLOGIA AGLI UFFIZI”: parte il primo ciclo di conferenze estive agli uffizi



Raddoppiano le aperture serali degli Uffizi da inizio giugno a fine settembre: ogni mercoledì sera saranno offerte conferenze sul patrimonio archeologico tenute da noti studiosi, curatori e direttori di musei.

La serie di incontri sarà tenuta, a partire dal 6 giugno, nell'Auditorium Vasari del complesso degli Uffizi, con orario dalle 19.30 alle 20.30

Non molti, fra i milioni di visitatori che annualmente varcano la soglia della Galleria, sanno che furono proprio le statue romane della collezione medicea, affluite da Palazzo Pitti dove erano conservate sino a quel momento, le prime opere d’arte ad essere ospitate al secondo piano del complesso vasariano appena ultimato. Sin dalla fine del XVI secolo, le sculture antiche, principale vanto delle raccolte granducali, cominciarono a
PROGRAMMA
popolare il corridoio di Levante, dando inizio a quel metodico e inesorabile processo che trasformò un edificio pensato come centro direzionale e amministrativo del Granducato a ricetto dell’arte di ogni tempo. Questa “vittoria della cultura sulla burocrazia” ebbe, dunque, inizio proprio con i marmi classici e, senza timore di esagerare, si può affermare che furono proprio queste opere il “seme” dal quale sarebbe nato il museo come oggi lo conosciamo.

Sono queste le premesse che giustificano l’interesse che il più importante museo fiorentino ha nei confronti del patrimonio archeologico della città e delle sue vicende nei secoli. E’ solo di pochi mesi fa la sigla di un accordo che sancisce una sempre più stretta collaborazione scientifica e promozionale fra Uffizi e Museo Archeologico Nazionale e, a ribadire questa volontà di riscoperta della natura archeologica della Galleria, arriva adesso l’organizzazione di un ciclo di conferenze estive dal titolo significativo di “Archeologia agli Uffizi”, dedicate esclusivamente alle raccolte antiche che, per secoli hanno popolato gli spazi vasariani.

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THE ELEGANCE OF SPEED

Foto Locchi

In contemporanea alla consueta manifestazione di Pitti Uomo alla Fortezza da Basso è in mostra dall'11 giugno al 16 settembre a Palazzo Pitti THE ELEGANCE OF SPEED la mostra che racconta attraverso novanta  scatti inediti dell’Archivio Foto Locchi la storia dell’automobile a Firenze e in Toscana.

Articolata in tre sezioni l’esposizione oltrepassa l’apprezzamento dell’automobile in fatto di tecnica, aerodinamica e struttura ed evoca anche un periodo di grandi trasformazioni in una Firenze all’indomani della seconda guerra mondiale con la voglia di rinascere e di guardare verso il futuro.


Foto Locchi
La prima sezione è dedicata alle corse che hanno segnato la storia dell’agonismo automobilistico.
Nascono in toscana una serie di competizioni che animano la passione per la velocità e per il coraggio e la bravura dei piloti. Tra questi circuiti si ricorda quello delle Cascine nato nel ’47 a due anni dal termine della guerra con le strade cittadine ancora impraticabili a causa dei bombardamenti e quindi l’ACI organizza la corsa all’interno del parco risparmiato dalla distruzione.
Quello di Firenze-Fiesole del ’48 una corsa in salita dal quartiere delle Cure per arrivare a Fiesole, il carburante ancora scarseggia ma c’è voglia di “saperci fare” con l’automobile.
Oppure il rettilineo della Firenze-Mare dove Tazio Nuvolari nel 1935 su un’ Alfa Romeo bimotore preparata da Enzo Ferrari supera i 300 km/h e sul chilometro lanciato raggiunge la velocità di 323,175 km/h battendo il primato che pochi mesi prima aveva raggiunto il pilota tedesco Hans Stuck.


Foto Locchi
La seconda sezione è dedicata ai piloti innamorati della velocità, tra questi spicca anche Maria Teresa de Filippis prima donna a correre nella formula Uno. In mostra anche alcuni cimeli come caschi e tute, insieme a un bolide in miniatura che Ferrari preparò per il figlio Piero nelle officine Maranello.
La terza sezione è dedicata alla moda delle carrozzerie.
I concorsi di eleganza rappresentarono un evento molto importante per la storia delle quattro ruote  perché da un primo momento nati come occasione di sfoggio e di eleganza passarono ad una vera e propria modalità di presentazione del prodotto.
Foto Gianfranco Gori
Firenze era la città nella quale Barsanti e Matteucci avevano ideato il primo motore a scoppio brevettato nel 1853, dove circolava la seconda automobile d’Italia nel 1894 e dove sfrecciava il Giro d’Italia Automobilistico nel 1901. Ed è qui che nel 1948 nel giardino di Boboli si tenne il “I concorso d’Eleganza per Automobili
È da pochi anni che è finita la seconda guerra mondiale, la città è in fermento c’è voglia di rinascere “L’automobile così come l’abito è uno status symbol: le vetture più belle del mondo sfilano a Boboli, luogo simbolo della storia
Foto Gianfranco Gori
fiorentina, proprio come nello stesso momento fa la moda a Palazzo Pitti. Le foto scattate ai più esclusivi modelli dell’epoca dai reporter della Foto Locchi per le strade del centro, mostrano un inedito spettacolo in movimento di bellezze che si esaltano a vicenda”.

Probabilmente la bellezza della città può aver ispirato i più importanti designer di automobili tra cui molti sono fiorentini: non bisogna dimenticare che anche la prima auto elettrica è stata inventata a Firenze e realizzata nelle officine Galileo e raggiungeva i 100 km/h. Venne regalata a Vittorio Emanuele il quale dopo aver avuto un incidente ne proibì la produzione.
Patrizia Casini
Foto Locchi

mercoledì 13 giugno 2018

Palazzo Medici Riccardi ATTUALITÀ DEL PASSATO. LA PITTURA COLTA DI PANG MAOKUN


Il salotto di Diego Velàzquez 2017

Palazzo Medici Riccardi ospita, dall' 8 giugno al 28 luglio 2018, la mostra ATTUALITÀ DEL PASSATO. LA PITTURA COLTA DI PANG MAOKUN.
Pang Maokun è uno tra gli artisti più famosi della Cina contemporanea e Rettore dell’Accademia di Belle Arti di Sichuan. È considerato uno dei pittori cinesi che meglio hanno rappresentato le minoranze etniche nell’ambito della cosiddetta pittura rurale. È con il dipinto Le mele sono mature, dove rappresenta una donna di etnia Yi che nel 1983 raggiunge il successo in patria.

Dama con ermellino 2017
La mostra a Palazzo Medici Riccardi è la sua prima personale in Italia e presenta una ventina di opere ad olio e una sezione dedicata ai suoi numerosi disegni.
Pang Maokun si fa discepolo moderno degli antichi maestri dell’arte occidentale. Traendo ispirazione dai classici modifica la trama originale e fa delle vere e proprie incursioni nelle opere del passato.
Nelle tele di Maokun si percepisce il desiderio di essere partecipe di una storia dell’arte che lui ha tanto studiato emulando gli artisti antichi che si formavano copiando i grandi maestri.
Come sostiene il curatore della mostra Antonio Natali “Dalla tradizione Maokun ha assimilato quel che una volta senza titubanze e ritegni si definiva il mestiere di pittore: la capacità cioè d’esprimersi con gli strumenti che della pittura sono specifici, la libertà di muoversi secondo la propria propensione, schiettamente scegliendo la via linguistica più congeniale all’indole personale”.

Maokun è un artista contemporaneo che non sente la necessità di una “rottura” con il linguaggio e l’arte del passato anzi sceglie di farne parte entrando nelle scene rappresentate a volte inserendo personaggi di sua invenzione e a volte autoritraendosi.

Reclassic n°10 - 2017
In mostra anche alcuni disegni che l’artista produce in gran quantità sempre con le stesse modalità di incrociare il classico e il contemporaneo, l’occidente e l’oriente, il passato e il presente.
L’esposizione si distingue non solo come un evento artistico ma anche per la collaborazione Istituzionale tra Toscana e Chongqing (Regione Autonoma) infatti sono previsti accordi per iniziative comuni e di scambio tra l’Accademia di Belle Arti di Firenze e quella dello Sichuan.

La mostra è a cura di Antonio Natali e ideata da Xiuzhong Zhang. È organizzata dalla China National Academy of Painting insieme all’Accademia Cinese della Pittura ad Olio e realizzata dalla Zhong Art International, con la collaborazione dell'Accademia delle Arti del Disegno e l'Accademia di Belle Arti di Firenze
Patrizia Casini

Il nuovo servo di Giuditta 2017





Reclassic n°3

mercoledì 6 giugno 2018

UFFIZI LIVE


Inizia il 12 giugno la terza edizione di “Uffizi Live”, la rassegna di spettacoli dal vivo che, in collaborazione con Firenze Musei, animerà gli spazi degli Uffizi da giugno a settembre mettendo in scena un ricchissimo e vario programma di una qualità davvero pregevole. Fin dalla sua prima edizione, il singolare spirito dell’iniziativa non è mai stato quello di offrire ad artisti e performer un mero palcoscenico su cui esibirsi, ma piuttosto quello di stimolarli alla creazione di specifiche performance concepite in dialogo con le opere d’arte contenute nel museo, alla ricerca di segni e nuove visioni in grado di arricchire davvero e in maniera originale la fruizione dei tesori degli Uffizi. Un dialogo che, sull'onda del successo delle ultime edizioni, dimostra che la valorizzazione delle collezioni artistiche attraverso linguaggi e prospettive alternative – come è il caso delle più diverse arti dello spettacolo dal vivo - è una carta vincente, ancora tutta da giocare per le realtà museali italiane. Ed è un’iniziativa gradita non solo al pubblico dei visitatori che ogni martedì sera d’estate affollano ancora più interessati la Galleria fino alle 22 - avendo peraltro l’opportunità di godere gratuitamente degli spettacoli inclusi nel prezzo del biglietto - ma piace anche agli stessi artisti di ogni disciplina, poetica e genere, dal classico al contemporaneo, dallo sperimentale alla contaminazione di generi fino all’utilizzo delle nuove tecnologie. Attori, danzatori, performer di ogni tipo, età, provenienza culturale hanno infatti risposto con sorprendente entusiasmo al bando pubblicato dalle Gallerie degli Uffizi per l’edizione 2018: le domande sono più che raddoppiate rispetto all’anno passato! Sono arrivati più di 550 progetti di cui lo stesso Direttore Eike Schmidt si dichiara lusingato: “È sinceramente emozionante constatare quanta creatività e quante energie siano state spese e messe a servizio dell’arte, della valorizzazione del patrimonio storico-artistico degli Uffizi che è e deve rimanere pubblico, patrimonio di tutti e portato alla conoscenza in ogni forma, ancora meglio se spettacolarizzata. Del resto è nostro compito, come museo afferente al MIBACT, tutelare l’arte in tutte le sue espressioni, rappresentando e promuovendo le nove Muse, fra cui anche quelle della musica, della poesia, del teatro e della danza. Le arti sono sorelle fin dall’antichità”. Tra le centinaia di proposte il Direttore ha scelto, coadiuvato dal Dipartimento Informatica, Strategie Digitali e Promozione Culturale delle Gallerie degli Uffizi e la consulenza di alcuni esperti esterni, 15 progetti annunciando tuttavia importanti novità anche per gli artisti che non sono rientrati nella rosa dei selezionati: “È un peccato scegliere solo 15 progetti fra i tanti che sono arrivati e di così alta qualità. Bisogna incrementare l’offerta. Infatti, dal 2019 partirà una rotazione continua di spettacoli nelle tre sedi degli Uffizi, Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli che coprirà l’intero anno, e non solo l’estate”.

PROGRAMMA
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martedì 5 giugno 2018

INAUGURATA AGLI UFFIZI LA NUOVA SALA DEDICATA A RAFFAELLO E MICHELANGELO

Maddalena e Agnolo Doni Raffaello Tondo Doni Michelangelo

Inaugurata agli Uffizi  la sala 41 che ospita le opere di Raffaello e Michelangelo, i due geni del Rinascimento che dal 1504 al 1508 erano contemporaneamente a Firenze.
Insieme all’adiacente sala di Leonardo, che aprirà tra poche settimane, la sala di Raffaello e Michelangelo  celebra un periodo davvero irripetibile nella storia dell’arte quando a Firenze i più grandi artisti del mondo crearono le opere iconiche che oggi fanno parte dell’idea universale di Rinascimento in Italia.
La prima Repubblica Fiorentina del gonfaloniere Piero Soderini dal 1498 al 1512 fu caratterizzata dalla concorrenza  di un mecenatismo illuminato come i Doni che riuscirono a strappare capolavori sia a Michelangelo che a Raffaello ecco quindi riuniti qui in questa sala il Tondo Doni di Michelangelo con i due ritratti di Maddalena e Agnolo Doni realizzati da Raffaello ricostruendo così il nesso storico tra opere volute dallo stesso committente.
Nella stessa sala troviamo sempre di Raffaello la Madonna del cardellino, i ritratti di Guidobaldo da Montefeltro e Elisabetta Gonzaga e inoltre il Ritratto di uomo con mela.
Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, sottolinea che “entra in scena una terza personalità che grazie al confronto con Raffaello riguadagna la propria voce da solista: Fra’ Bartolomeo (1473-1517), domenicano di San Marco e strettissimo amico del Sanzio, col quale dall’arrivo di quest’ultimo in città nel 1504 si instaura uno scambio intenso e ricco di conseguenze, che il visitatore infatti ora potrà ripercorre attraverso i quadri esposti”.
Di Fra Bartolomeo troviamo nella sala La visione di San Bernardo, Porzia e Adorazione del bambino, Presentazione al tempio.
Patrizia Casini

GONG - Eliseo Mattiacci a Forte di Belvedere



Anche quest’anno, dal 2 giugno al 14 ottobre la mostra GONG, a Firenze-Forte di Belvedere, consente di ammirare, disseminate nei digradanti spiazzi del giardino, le opere scultoree di uno dei grandi protagonisti dell’arte contemporanea ELISEO MATTIACCI.
Insieme alle grandi sculture che arricchiscono il giardino, suggestive istallazioni e più di sessanta disegni ed acquerelli all'interno della Palazzina contribuiscono a mostrare l’alta qualità della ricerca dell’artista.

“ Un esercizio pressoché sciamanico volto a esplorare il sublime del cosmo, orbite di pianeti e di astri, ritmi e geometrie che appartengono all’universo infinito, per tracciare mappe stellari che adesso come milioni di anni fa funzionano in termini anche simbolici, rituali”.

Senza titolo, 2013
Il critico d’arte Giuliano Briganti grande amico dell’artista così scriveva dandone un ritratto davvero stimolante “Eliseo -ruba riflessi al cielo- la bella immagine è di Flaminio Gualdoni e mi fa pensare non solo a quel suo modo di sottrarre, là dove lo vuole, peso alla materia per riconquistare, nella concretezza un’astrazione tutta nuova, un’idea aerea, celeste, cosmica, di equilibri, di pesi, di gravità di spazi. Ma mi fa pensare anche a quel suo modo, così poetico, di sentirsi partecipe di una sorta di mitica, primitiva cosmogonia. Le storie del cielo lo attraggono, non hanno perso per lui il loro antico potere emotivo …
 Equilibri precari quasi impossibili, 1991
… ho visto quella che, a mio parere, è sin qui la sua opera più bella e felice: Equilibri precari quasi impossibili anch’essa ora esposta. Un opera che trasmette con rigorosa semplicità, con evidenza e immediatezza il suo messaggio formale: il senso qualitativo di un equilibrio di forze che raggiunge il punto unico di una magica sospensione, liberando nello spazio una sorta di poetica allegoria della prospettiva. Fu per me un richiamo istintivo provocato forse, ma inconsciamente, dal fatto di trovarmi a Pesaro, ma appena vidi quell’ampia finestra rettangolare praticata nella lastra perpendicolare di lamiera e traversata ortogonalmente dalle due lunghissime travi di ferro parallele e sospese, mi venne subito alla mente la spalliera marmorea del trono nella pala pesarese di Giovanni Bellini dove un’ampia finestra si apre sul paesaggio retrostante e attraverso la quale passano, convergendo verso il centro focale del dipinto, le linee di fuga della rigorosa prospettiva. Eliseo non ci aveva pensato ma, naturalmente, conosceva quel quadro per averlo visto più volte nel museo della sua città. Il senso e le proporzioni di quella finestra gli erano forse rimasti sepolti in un angolo della memoria: affondano davvero nel passato le radici della modernità”.
Graziella Guidotti
Foto Simona Fossi
Forte di Belvedere 2 giugno – 14 ottobre 2018
Orari h11.00-20.00. Ultimo ingresso ore 19.00. Chiuso il lunedì.
Biglietti € 3,00 Intero. € 2,00 Ridotto (18-25 anni). € 2,00 Forte di Belvedere Card (riservata ai residenti della Città Metropolitana di Firenze. Dopo il primo acquisto dà diritto all'accesso illimitato al Forte dal 2 giugno al 14 ottobre 2018). € 2,00 Visite guidate e attività. Gratuito - Minori di 18 anni, possessori della Forte di Belvedere Card, Firenze Card. Sconti e Convenzioni - Presentando al Forte di Belvedere il biglietto di ingresso del Museo Novecento, si ha diritto al biglietto ridotto - Il biglietto del Forte di Belvedere dà diritto al biglietto ridotto per il Museo Novecento